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Ci piace, ci piace...
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Che ci fosse una cosa da fare (UNA!) e non sono riusciti a farla nemmeno stavolta. Incapaci!
Nel frattempo ascoltiamo…   
Dopo aver reinventato il tango per il pubblico di massa con i Gotan Project, Philippe Cohen Solal ci prova con la musica country, confezionando un gran bel disco intitolato The Moonshine Sessions.
Alcuni link che vi consigliamo di visitare per approfondire l'argomento:
 
 
10/07/2008
Due chiacchiere con Alexa Kitchen la più giovane fumettista (nonché candidata all'Eisner Award) del mondo.
INTERVISTA (sing. femm.): Alexa Kitchen.

di Fiorenza Ballabeni



Drawing Comics is Easy! (Except When It's Hard)
di Alexa Kitchen
illustrato da Alexa Kitchen
€ 19,95
In lingua inglese, cartonato, 176pp, a colori.

uscita: 25/06/2006
stato: distribuito
Acquista onLine

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Il lungo silenzio di questa rubrica spero sia (almeno in parte) ricompensato dalla piccola chicca da oltreoceano che ho preparato per voi.
Oggi facciamo un po' di salotto con Alexa Kitchen, figlia del noto editore americano Denis Kitchen ma, soprattutto, colei che negli ultimi anni si è guadagnata la non trascurabile fama di essere la "più giovane fumettista del mondo", portandosi a casa nel 2007, alla venerabile età di 10 anni, una nomination all'Harvey Award e all'Eisner Award con il suo libro "Drawing Comics Is Easy (Except When It's Hard)".
Però, a parte lo scalpore legato alla giovane età di Alexa, quello che emerge osservando i suoi disegni (e che mi ha incuriosito fino a volerla intervistare) è soprattutto il grande talento di Alexa che, anche se è una bambina (e il suo segno questo non cerca di nasconderlo), si esprime con una padronanza già matura degli strumenti narrativi propri del cartoonist.
Insomma, Alexa è prima di tutto una cartoonist con tutte le carte in regola e poi, come se non bastasse, anche quella più giovane al mondo.
E sarò pure un po' di parte, ma secondo me è interessante che tanto primato sia di una futura donna. Voi che dite?

Prima di lasciarvi alla lunga intervista con Alexa, vi segnalo il suo sito ufficiale www.alexakitchen.com presso cui potrete curiosare ancora un po' tra i suoi bellissimi disegni, saperne di più di lei e del suo lavoro, contattarla (tramite sua mamma) e, se vi va, ordinare i suoi fantastici libri.

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Oggi sempre più donne scrivono, disegnano e leggono fumetti. Però, nonostante ciò, il mondo dei comics spesso è considerato ancora un mondo prevalentemente maschile e una ragazza che entra in un negozio che vende fumetti viene guardata a volte con la curiosità con cui si potrebbe assistere allo sbarco degli alieni nel giardino di casa propria. I tuoi amici e i tuoi compagni di scuola maschi come reagiscono quando vedono una femmina che disegna fumetti?

Non sembra che gliene importi molto. Non credo che il fatto che io sia una femmina cambi qualcosa. Però gli piacciono i miei fumetti. Poi in quarta elementare nessuno mi considera una "professionista del fumetto".

Il tuo libro più recente – Drawing Comics is Easy (Except When It's Hard) – è un vero e proprio manuale di fumetto. I tuoi amici ti hanno mai chiesto di insegnargli a fare fumetti? E qualche adulto? (gli insegnanti si lamentano sempre dicendo che insegnare ai ragazzi è il mestiere più difficile del mondo... Ma sarà poi vero? Secondo te a chi è più semplice insegnare, ad un tuo coetaneo o ad un adulto?).

Oh sì, ho fatto vedere più volte ai miei amici come disegnare. Anche gli adulti che vengono a trovarci a casa mi guardano disegnare e poi mi chiedono come si fa. Penso che insegnare ai bambini per me sia più facile, visto che sono una di loro. Disegnare dovrebbe essere una cosa divertente da fare e ai bambini piace divertirsi. Per questo non gli sembra una vera e propria lezione.

Immagino che a casa tua i fumetti non manchino di certo e se mi dicessi che per farti addormentare tua mamma ti leggeva le storie di Charlie Brown invece che Cenerentola ci crederei senza discutere. Quali sono i tuoi gusti, che cosa ti piace leggere e che tipo di storie preferisci?

Mi piacciono un sacco Calvin & Hobbes, Amelia Rules!, Mutts, Tintin, Baby Blues, Bone, Usagi Yojimbo, Groo, Zits, Nancy& Sluggo, Harry Potter e tanti altri. È vero, papà e mamma non mi leggevano le favole. Ho sempre preferito guardare le immagini dei libri illustrati o di quelli a fumetti. Quando ho iniziato a leggere, il mio primo libro è stato Little Lulu. Ed è ancora uno di quelli che preferisco!

Ognuno ha il proprio metodo personale per scegliere cosa leggere. Io, ad esempio, sono una lettrice indecisa: se qualcuno non mi ferma compero decine di libri alla volta e poi non riesco a scegliere cosa leggere per primo. Allora preferisco che siano i libri a scegliere al posto mio: li impilo sugli scaffali e poi me ne dimentico, finché improvvisamente uno di loro mi capita tra le mani e allora comincio a leggerlo.
Tu come scegli cosa leggere? Lanci una monetina? Ti fai consigliare dagli amici? Gironzoli tra gli scaffali delle librerie lasciandoti ispirare dalle copertine? Oppure se ti piace un autore in particolare leggi sistematicamente tutto quello che ha scritto?


Scelgo i miei libri in due modi: se trovo un autore che mi piace, chiedo ai miei di aiutarmi a trovare tutti i libri di quell'autore (o di quell'illustratore/cartoonist). Oppure, in libreria, gironzolo tra gli scaffali alla ricerca di un titolo o di una copertina che mi catturi. In questo modo qualche volta mi capita di trovare dei veri e propri tesori.

Secondo te i gusti delle lettrici femmine sono diversi da quelli dei lettori maschi? E, se sì, le case editrici ne tengono conto di queste differenze?

Credo che ragazzi e ragazze di solito comprino libri differenti. I ragazzi per la maggior parte comprano libri su guerre e lotte. Le ragazze sono più interessate a una buona storia. Dopotutto, si sa, i gusti delle ragazze sono più raffinati! Però ci sono ottimi libri per entrambi, come ad esempio Harry Potter.

A volte capita di rimanere particolarmente colpiti dalla storia raccontata in un libro, da una favola, dalla scena di un film o semplicemente dalla vignetta di un fumetto e di pensare "io però l'avrei fatta così...".
Pensa di poter rifare a modo tuo un libro, un fumetto, un film o una favola famosa, come lo faresti?


Questa è una domanda difficile. Non credo di aver mai avuto quel desiderio leggendo un libro o guardando un film. Però, come già detto, io ho solo 10 anni.

Le storie che disegni spesso raccontano quello che ti capita tutti i giorni, della tua famiglia e dei tuoi amici. Di questi disegni a me piace soprattutto il modo in cui riesci a tirare fuori il lato divertente e buffo anche delle situazioni più "drammatiche".
Ti è mai capitato di confessare qualche marachella con un disegno anziché a parole? (magari è un modo per evitare il classico "niente più cartoni animati per una settimana!").


Sì, è vero: per i miei disegni mi ispiro soprattutto alla mia vita, qualche volta alla realtà di quello che mi accade, altre volte a quello che immagino. Mi piace il lato strano e stupido delle cose e così, nei miei disegni, lavoro per metterlo in luce. Però, nelle vita vera, di solito non disegno quando finisco nei pasticci per una marachella. Preferisco parlare con mamma e papà. Sono anche un'ottima oratrice. :-)

Sei considerata la più giovane cartoonist professionista del mondo e direi che questo è un titolo di tutto rispetto. La tua creatività viene mai intralciata dalla tua età?
Ad esempio, come si fa quando l'ispirazione per una storia o un disegno viene nel cuore della notte e non puoi stare sveglia perché sei ancora piccola e i tuoi genitori ti mandano a letto presto?


Sì, essere nello stesso tempo una bambina e una cartoonist professionista è una situazione un po' strana. Capita che le idee mi vengano quando è ora di andare a letto ma, di solito, se sto lavorando su una pagina, i miei genitori mi permettono di andare a letto un po' più tardi. Mio papà è stato un cartoonist e così capisce perfettamente cosa significa fissare un'idea prima che svanisca.
La situazione peggiore è quando sono a scuola e all'improvviso mi viene in mente una grande idea. È dura essere creativi mentre sei al lavoro su un problema difficile di matematica. La mia maestra si aspetta che io faccia i compiti come tutti gli altri bambini. Così, quando accade, qualche volta mi appunto i disegni sui vestiti o sulle scarpe per non dimenticarmeli. Quando torno a casa, è un bene che la mia mamma sia una persona molto comprensiva.

Ci racconti la tua giornata tipo?

Durante la settimana, ho scuola fino alle 3 e mezza e poi SONO LIBERA!!!! Di solito gioco con il computer nella mia stanza, oppure costruisco città con i miei blocchetti di legno (e poi mi diverto un sacco a raderle al suolo), oppure leggo. Quando mi sento creativa, disegno o modello la creta. Dipende sempre da come mi sento. Per il resto, mi piace giocare con Ava Rose, la mia cagnolina. Lei assomiglia alla Milou di Tin Tin.

I disegnatori e gli artisti sono sempre rappresentati con la testa tra le nuvole, distratti e disordinati. Vivere con loro non è sicuramente noioso, ma schivare i pennarelli sparsi sul pavimento richiede un certo allenamento... La tua mamma come se la cava?

Mia mamma è una persona molto comprensiva visto che in passato è stata un'artista anche lei (faceva la cantante). Anche mio papà è un artista, perciò si può dire che la nostra è una famiglia abbastanza creativa. E siamo tutti abbastanza disordinati. In ogni caso mia mamma ha alcune regole, tipo che sul tappeto ci deve sempre essere abbastanza spazio per poterci camminare. Quando la pila dei miei fogli sulla scrivania diventa così alta da cadere, mia mamma me la fa sgomberare e mio papà sceglie i miei disegni migliori e li organizza per metterli via. Quando abbiamo ospiti a casa, loro devono capire che non puoi mettere via un progetto a cui stai lavorando quando ancora non è completato. È un bene che i nostri amici ci vogliano bene così come siamo.

Di solito uno dei problemi più grossi che si trova ad affrontare chi scrive o disegna fumetti è farsi pagare dall'editore il giusto compenso per il proprio lavoro. Nel tuo caso il tuo editore è anche tuo papà: se ne approfitta o da quando lui pubblica i tuoi lavori sei riuscita almeno a farti aumentare la paghetta settimanale?

Sì, i miei mi danno una paghetta settimanale. Però ho anche le royalties per i miei libri che finiscono in banca per quando sarò più grande. Poi, con quello che guadagno vendendo i miei disegni, ci compro altri libri, penne, carte e giochi per il computer. Avere un papà che è anche editore è molto bello. Posso sedermi sulle sue ginocchia, contrattare praticamente tutto e a lui andrà bene. Sono abbastanza brava a manipolarlo. ;-)

Nonostante la tua giovane età hai conosciuto probabilmente più personaggi famosi del mondo del fumetto di quanti un appassionato ne conoscerà mai in tutta la sua vita. Chi ti ha colpito di più? (se hai qualche episodio imbarazzante e/o divertente non essere timida, racconta pure che sono curiosa)

Sono stata molto fortunata a poter incontrare un sacco dei miei eroi, come Patrick McDonnell, Sergio Aragones, Stan Sakai, Will Eisner, Mark Schultz, Jeff Simith e Neil Gaiman. Will Eisner e Mark Schultz sono stati molto carini con me quando ho iniziato. E Patrick e io ci mandiamo lettere e ci scambiamo i nostri libri ogni volta che escono. Ho incontrato Sergio Aragones l'anno scorso, alla Comicon di San Diego durante una colazione. Ero così in imbarazzo da non riuscire a mangiare. Lui è stato molto carino e mi ha messo a mio agio raccontandomi delle storie di quando lui era bambino. Ho disegnato sul mio quaderno mentre gli altri mangiavano e così l'imbarazzo è scomparso. Quello è uno dei momenti più belli che ricordo.

Tu hai frequentato molte convention e hai conosciuto molte persone che creano, leggono e pubblicano fumetti: qual è l'aspetto del mondo del fumetto che ti diverte di più e quello che ti sembra più strano o buffo?

Penso che la cosa più buffa e strana alle convention sia vedere le persone che si vestono come i loro personaggi dei fumetti preferiti. Alcuni fanno un bel lavoro coi costumi mentre altri sembrano un po' stupidi. Vedere degli adulti in calzamaglia e con le facce disegnate fa un certo effetto! Però devo ammettere che non mi piace molto la ressa delle convention e così, dopo un po', preferisco tornare in hotel e andarmene in piscina.

Grazie ancora per aver accettato questa intervista.

Prego. Spero che le mie risposte abbiano un qualche senso per i tuoi lettori!


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